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27.5.14

I nuovi vicini di banco degli euro-grillini

Le elezioni europee sono terminate. Il dado è tratto. L’Italia manda a Bruxelles 73 eurodeputati. Se la collocazione nell'emiciclo delle altre forze politiche è già nota, il Movimento 5 Stelle, che in casa ha sempre rifiutato qualunque alleanza e apparentamento, ha scelto di non scegliere uno schieramento prima del voto e fa il suo esordio a Bruxelles sotto la voce “altri”.
Questi saranno chiamati ad aderire a un gruppo politico, a formarne uno nuovo, o altrimenti dichiararsi “Non Iscritti”, rinunciando non tanto a un ufficio di presidenza e una segreteria, quanto alla prospettiva di sviluppare una cooperazione a livello comunitario per promuovere un progetto politico.

Per formare un gruppo parlamentare sono necessari almeno 25 MEP da 7 Paesi. Partendo da 17 eletti, al M5S ne basterebbero appena 8. Impresa apparentemente non impossibile, considerando che i "non allineati", tra indipendenti e partiti al loro debutto nel Parlamento Europeo, sono in tutto 105*, provenienti da 21 Stati membri e da 33 diversi partiti. (figurano come "altri" anche i 3 della Lista Tsipras, che aderiranno al gruppo del loro candidato presidente, ndr)

Trovare un minimo comune denominatore tra di loro non è affatto semplice, anche se in verità molti condividono un’identità di estrema destra e con tutta probabilità non avranno problemi a formare un "blocco nero” a sostegno del gruppo di nazionalisti euroscettici EFD, guidato da Nigel Farage, leader dell'Ukip.
Insieme ai 24 deputati del Fronte Nazionale francese, fanno il loro esordio a Bruxelles il Partito della Libertà Austriaco (FPÖ) con 4 parlamentari, Alba Dorata con 3 MEP, 1 rappresentante del Partito Nazional-democratico tedesco (NPD) e 2 dei Democratici Svedesi. Ancora, sono 4 gli eletti del Partito per la Libertà olandese, altrettanti quelli del Congresso della Nuova Destra Polacca (KNP) e 3 del Movimento per una Ungheria Migliore (Jobbik), per un totale di 45 parlamentari nazionalisti, anti-europeisti e razzisti – si parla di aperto anti-semitismo e anti-islamismo - che potrebbero scegliere la guida di madame Le Pen.

Ci sono poi singoli esponenti di forze di centro-destra o comunque conservatrici, è il caso dei MEP del Blocco Riformista bulgaro, dei Ciudadanos spagnoli e della lista Verjamem slovena, e alcuni “indipendenti e basta” da Irlanda, Grecia, Germania, Romania, Malta, Ulster e una rappresentante svedese di “Iniziativa femminista”.
Oltre a loro, una spicciolata di parlamentari ambientalisti e animalisti tedeschi (ÖDP e Tierschutz), olandesi (PVdD), portoghesi (MPT) e lituani (Unione dei Verdi e dei Contadini), che potrebbero scegliere di aderire al gruppo dei Verdi o restare indipendenti.

Come papabili per la creazione di un gruppo europeo rimangono una manciata di forze “diversamente euroscettiche” e progressiste: i 2 MEP di Bulgaria senza censura, i 7 di Alternativa per la Germania (AfD), i 4 spagnoli di Unione Progresso e Democrazia e il deputato slovacco di Gente Comune. Fanno 4 Stati membri, 5 con l'Italia, insufficienti a creare un gruppo parlamentare. Non resterebbe che convincere qualche Non Iscritto indipendente ad aderire all'ipotetico gruppo "Europa 5 Stelle".
A questo punto, sarà davvero possibile per i neo-eletti del M5S trovare la quadra tra euroscettici e ambientalisti, convincendo colleghi di realtà nazionali tanto lontane e senza tradire la propria identità? E prima ancora, gli "euro-grillini" riusciranno a superare il tabù delle alleanze, ora che per la prima volta si trovano a guardarsi attorno e a confrontarsi per cercare degli interlocutori, dei propri simili, al di fuori del circo politico-mediatico italiano?


* dati aggiornati alle 16.00 del 27/05/2014 

26.5.14

Elezioni europee, alcune considerazioni


Considerazioni:
· Rompere i maroni in massa sui social ogni giorno è un boomerang...le vittime quotidiane di cyber-propaganda "si vendicano" alle urne. Basta "BASTA!!1!" e imparate a usare i social network!
· La Lega (con il no euro di Borghi & co.) si è ripresa i voti finiti al M5S dopo il caso del Cerchio Magico.
· Almeno un milione di voti M5S è andato a Renzi. (Idem da Forza Italia e Udc: tutti per Matteo e Riformino!)
· Un altro milione non ha rinnovato il voto a Grillo. O ha votato uno degli "altri" dei sondaggi o è andato in spiaggia.
· Tsipras ha compiuto il miracolo di salvare la sinistra dall'estinzione. Sirtaki a pugno chiuso e ghyros per tutti!
· Alfano chi?

Conseguenze:
· Renzi è ufficialmente il nuovo migliore amico di frau Merkel.
· L'Italia perde la sua rappresentanza nel partito liberale europeo (terza forza a Bruxelles, 200.000 voti in tutta Italia). Bye Bye IdV e Fare.
· La Lega ne esce comunque ridimensionata, da 9 a 5 parlamentari europei.
·  Schulz se l'è presa in saccoccia, il nostro nuovo presidente sarà Juncker.
· Al parlamento entrano 17 "diversamente politici" in cerca di collocamento. La compagnia non è delle migliori (a meno di non avere simpatie per anti-semitismo e anti-islamismo).
· In Europa non ci sarà nessuna rivoluzione. Né ci sarebbe stata in ogni caso. Chi ha votato con questa convinzione ha capito poco o niente.

Cheers!

17.5.14

Grillini, sgrillettati… e gli altri?

L’altro giorno è accaduto l’inaspettato. Il mio post del 25 aprile è stato ripreso in prima pagina dal quotidiano locale. All’interno, mezza pagina di virgolettati estratti dal Laughing Man Post con tanto di mia foto - orrenda! Fate copia-incolla da Facebook la prossima volta! - e biografia dettagliata, non priva di errori - ho 28 anni…ancora per un po’ -. Titolo: “Lo strappo di Allione”. Seguono stupore e preoccupazione dei familiari, messaggi di insulti - pochi - e altri di solidarietà - la maggior parte -. 

Con questo post non intendo rispondere ai colleghi del Giornale di Vicenza, sottolineando magari come certe premurose attenzioni abbiano ripercussioni sulla vita delle persone e quanto possa fare piacere essere sbattuti in prima pagina per fatti senza rilevanza pubblica e strumentalmente a fini politici. Né, penso, serve sottolineare che non ci fosse alcuno scoop, dato che è dalla scorsa estate che non faccio più politica attiva e nel frattempo non ho annullato la mia iscrizione al movimento.

Invece, voglio fare un passo avanti e chiarire il mio punto di vista sulla situazione politica, dentro e fuori il M5S. In breve, nell’articolo precedente spiegavo come i “grillini” validi e genuini siano in perenne balia degli umori di un sottobosco di “sgrillettati” in costante aumento, a causa della stessa natura anarcoide del Movimento. Questa condizione è la ragione di fondo - insieme alle politiche europee - per cui ho interrotto il mio attivismo dopo tre anni. Non scendo nei dettagli di proposito per evitare polemiche idiote.

Ma se gli sgrillettati sono e saranno la rovina del Movimento 5 Stelle, ciò non significa che il resto della vecchia politica sia improvvisamente diventato meglio dei “grillini”! La parte sana del M5S, i Di Battista, i Bugani, le Taverna, i Bono, esistono e le loro lotte hanno ancora valore, in questa Italia marcia e gretta, specie con tutto quello che è sotto gli occhi di tutti: dall’arresto di Dell’Utri, Scajola, Genovese e il caso Expo.

Lo ammetto, mi ha dato fastidio essere usato come arma elettorale a vantaggio del partito unico di destra-centro-sinistra che ha deturpato il Paese e spolpato l’economia trascinandoci nella crisi. E non era mia intenzione. Costoro, come dimostra l’ondata di manette eccellenti di questi giorni, sono davvero dei “dead men walking”, per citare Grillo. Loro e i loro medium, che li legittimano e difendono, devono pagare e pagheranno per lo scempio portato avanti. L’augurio è che l’Expo possa solo essere l’inizio di un effetto domino che faccia pulizia delle élite economiche, industriali e politiche a cui questa informazione fa capo.

Esplicito meglio, sperando di evitare altri fraintendimenti e letture di parte (“Allione fa marcia indietro”): anche se per una serie di motivi ed esperienze personali la mia strada si è separata dal M5S e ho osato esprimere critiche alla base e alla dirigenza, le battaglie portate avanti a livello nazionale non hanno perso senso o importanza. I politici - locali e non - che a fasi alterne ci governano da venti anni possono continuare a fingere che le cose stiano cambiando in meglio solo mettendo in prima linea i loro rampolli ruspanti e i loro strilloni di corte possono provare a raccontarla agli italiani, ma, per citare l’ex-ministro Barca: “quando si capirà che dietro agli slogan non c’è niente, il Paese darà via di testa”. 
Chi fa parte del sistema, chi si rende complice, partecipando, tacendo o giustificando la corruzione, le tangenti, le speculazioni, gli abusi, non sarà mai, ripeto, mai meglio di chi può dire di aver almeno provato a cambiare le cose, esponendosi e rischiando in prima persona. I grilli - autentici - saranno sempre meglio dei porci a cui lecca i piedi certa informazione.


Ps: qualche "sgrillettato" locale ieri ha inviato una nota alla stampa per rispondere indirettamente al mio intervento, affermando che "solo i candidati e gli eletti possono parlare del M5S, gli altri fanno disinformazione".
Complimenti: così facendo rafforzate la mia tesi secondo cui il M5S è ormai in massima parte mano a persone che non ne conoscono, o ne tradiscono consapevolmente, i principi.
Arriverà presto il conto anche per voi, ne sono certo.

25.3.14

Come sarà il prossimo Parlamento Europeo

L’agenzia Pollwatch2014 pubblica previsioni sulle elezioni europee e incrociando i dati nazionali dei 28 Paesi UE illustra la composizione del prossimo parlamento. 
Secondo le ultime stime, il voto di maggio vedrebbe un sostanziale pareggio tra le due forze principali: 214 seggi ai socialdemocratici S&D, tallonati dal Partito Popolare Europeo con 213 europarlamentari (MEP). Terza forza, distaccata e di poco ridimensionata rispetto a oggi, i liberal-democratici dell’ALDE, 66 seggi, che staccano di poco la sinistra europea GUE-NGL, gruppo della lista Tsipras, 57. A seguire, i conservatori con 40 MEP,  i verdi, 38, e l’EFD della Lega Nord e Nigel Farage, 33.

La grande novità rispetto all'assetto attuale, oltre al forte ridimensionamento del PPE –oggi conta 275 MEP-, è la crescita del “non-gruppo” dei parlamentari indipendenti, che dai 30 attuali passerebbero addirittura a 90. Un calderone composto in massima parte da indipendentisti ed euro-scettici in cui figurerebbero anche 19 europarlamentari del Movimento 5 Stelle e 18 del Front national di Marine Le Pen.

In Italia il PD sarebbe la prima forza con 23 seggi, ma andrebbe a pareggio con il PPE, che vedrà riuniti i 19 MEP di Berlusconi ai 4 di Alfano separati in casa. Sopra l’asticella del 4% anche Tsipras e LN, rispettivamente 4 e 3 seggi, mentre la rincorsa per i liberali pare difficile.

Attenendoci a queste proiezioni, che sono soggette a forti variazioni, lo scenario rispetto a oggi premierebbe la sinistra socialdemocratica e radicale, a discapito del Partito Popolare e delle forze conservatrici.
Nonostante una situazione di sostanziale parità tra forze di sinistra e di destra, infatti, il PPE vedrebbe eroso parte del suo peso dagli indipendenti. Resta da vedere cosa faranno, questi indipendenti. E’ ragionevole pensare che una parte confluirà nel gruppo dei nazionalisti EFD –la Le Pen, magari- e forse qualcuno aderirà alla sinistra europea.

In ogni caso, se la proiezione venisse confermata alla prova del voto, la formazione dell’emiciclo non uscirebbe più di tanto stravolta. Un effetto collaterale del rafforzamento del fronte euro-scettico, può portare verosimilmente a un nuovo patto tra socialisti e popolari, che da soli potrebbero guidare una grande alleanza trasversale. 
Una nuova grosse koalition europea, che indirizzerà la politica comunitaria per i prossimi sette anni, con buona pace di tutti coloro che scalpitano e strepitano per rovesciare l’Europa.

1.10.13

EU for dummies

Come funziona l'UE.


#EUfordummies

17.7.13

La strada per le elezioni europee

Nel 2014 si voterà il rinnovo dell'Europarlamento. La sua composizione sarà fondamentale per definire le politiche comunitarie da qui a cinque anni, eppure non è un mistero che per gli italiani le questioni europee sono una materia oscura.
Per non arrivare come di consueto impreparati a questa importante scadenza, è bene fare un piccolo ripasso sull'organo legislativo della nostra Unione Europea.

Il Parlamento Europeo è composto da 751 eurodeputati, provenienti dai 28 Paesi membri. Ogni Paese possiede una quota di rappresentanti in proporzione al proprio numero di abitanti. Si va dalla Germania con 96 eurodeputati (la vera “ingerenza” tedesca) ai 6 deputati di Malta, Lussemburgo, Cipro ed Estonia. All’Italia ne spettano 73.

L’arco parlamentare è attualmente diviso in 8 gruppi, che ricalcano grossomodo le grandi correnti politiche.
Da sinistra a destra, abbiamo: la sinistra europea (GUE-NGL), i verdi (Verdi-ALE, dove figura anche il Partito Pirata svedese), i socialdemocratici (S&D), i liberaldemocratici (ALDE, in Italia rappresentati da radicali e Idv. Vi ricordate l’Idv?), i popolari (PPE), i conservatori (ECR, euroscettici), gli indipendentisti e nazionalisti euroscettici (EFD, la nostra Lega Nord) e infine gli indipendenti, senza un gruppo di riferimento.

Si potrebbe dire che, considerando che da soli socialdemocratici e popolari (i nostri Pd, Pdl e Udc-Scelta Civica) occupano quasi due terzi dei seggi, anche in Europa è al governo una “grande coalizione”, simile a quella guidata da Monti-Letta in Italia, o dalla Merkel in Germania.

Visto il preoccupante tasso di euro-scetticismo dovuto alla crisi finanziaria e all’austerity imposta come risposta in questi cinque anni, è probabile che nel 2014 queste forze subiranno un marcato ridimensionamento. La questione è dove si sposteranno quei voti. 

Se andranno a sinistra (GUE, Verdi-ALE, ALDE), l’UE entrerà verosimilmente in una nuova fase di riforme progressiste, se viceversa andranno verso destra (conservatori e nazionalisti euroscettici), le future politiche saranno connotate da spinte centrifughe. Per questo le prossime elezioni saranno fondamentali, perchè decideranno quale sarà la rotta: se nei 5 anni a venire risponderemo alla crisi con “più Europa” o con “meno Europa”.

L’incognita 5 stelle

Dalle passate elezioni del 2008 lo scenario politico è già mutato negli stati membri dell'UE. 
La novità più rilevante e la grande incognita per l’Europa è certamente il M5S. Con chi si schiererà? Raggiungerà i Pirati nei Verdi, considerato anche che tre delle cinque stelle rappresentano temi  di interesse ambientale? Oppure seguirà l’esempio dei partiti più “affini”, quelli di Pannella e Di Pietro, confluendo nell’ALDE? O magari, dato l’atteggiamento critico verso l’Euro e il MES, si posizionerà a destra dello scacchiere, insieme a Farage e la Lega Nord (non nego di trovare quest’ultima ipotesi quasi raccapricciante).

Conoscendo l’avversione del M5S all’accordo inteso come “inciucio”, è bene precisare che non si tratta di fare alleanze, ma di trovare dei corrispettivi europei, quali possono essere il Partito Pirata, appunto, o i Cinco de Mayo spagnoli, per dare vita a una “fase due”, attraverso il continente.
L’alternativa è presentarsi da indipendenti “non iscritti”, soluzione che, naturalmente, renderebbe più difficile qualsivoglia progetto organico a livello comunitario.

Al di là della posizione sull’Euro Grillo non si è mai pronunciato in tal senso, ma tra non molto sarà chiamato (o lo saranno gli iscritti al portale) a decidere: da che parte starà il Movimento 5 Stelle?

28.5.13

Dopo il voto: gli italiani, la tv e la politica

Con queste elezioni gli italiani hanno dimostrato di formare ancora la propria opinione politica su tv (soprattutto) e sui giornali di partito (o “di parte”). Questo va riconosciuto dal M5S, ma non tanto per dire “andiamo tutti in tv” a recuperare il gap, quanto per essere ancora più critici con la stampa, andando in fondo con la lotta per eliminare i pilastri su cui si fonda il “regime”: i finanziamenti pubblici e l’ordine dei giornalisti, oltre alla tv "partitocentrica" del duopolio Raiset.
Il problema non sono, infatti “i giornalisti” in sé. Il problema è che la stragrande maggioranza difende degli interessi di parte, per vocazione o per contratto, proprio di quei gruppi di potere che tengono inchiodato questo Paese e a cui abbiamo dichiarato guerra.

Formigli, Telese, Gruber, Annunziata, Santoro, Berlinguer, Mulè, Sallusti, Toti, Giordano...hanno avuto ciò che volevano. Hanno azzoppato (credono) il solo nemico dei partiti, facendo credere al cosiddetto popolo che il M5S è comandato da un buffone che guarda agli elettori come spettatori di un suo monologo. E gli attivisti, quelli che fanno politica? Sono degli inesperti, indottrinati senza libertà di parola (solo perché schifiamo cotanto giornalismo).

E gli italiani? Da superficiali disinteressati, si bevono tutto, come si bevono Ruby o qualsiasi cosa venga fuori da Porta a Porta (o Santoro, fa lo stesso).
Peccato che ripetere slogan e balle non risolve i problemi in cui siamo almeno dal 2008. La “crisi che non esisteva” è ancora in atto e può solo peggiorare continuando a sostenere l’ordine prestabilito.
Il tempo ci darà ragione dimostrando la bontà delle battaglie che portiamo avanti in Parlamento e sul territorio. L’impegno di tutti va ora rivolto a lavorare in rete con i portavoce eletti a proposte e progetti per le nostre città.

Per il M5S nulla è perduto. Sappiamo bene che, come dimostrato da David Borrelli a Treviso, anche un solo cittadino nel palazzo è sufficiente a fare la differenza, a portare trasparenza e innovazione. Prendiamo atto che lo zoccolo duro del nostro elettorato, quello che ha capito il nostro messaggio, non è ancora così numeroso come pensavamo. Molti sono ancora permeabili e passivi davanti alla forza dei media

Il nostro sentiero è comunque tracciato. "Loro non si arrenderanno mai, noi neppure" non è solo uno slogan. Non ci fermeremo certo ora. Siamo solo all'inizio.
Non smettete di informarvi ed essere curiosi!
Il cambiamento sta a tutti noi.

26.5.13

Grillo e il M5S in 15 minuti

Il video allegato è un estratto del comizio di Beppe Grillo in Piazza del Popolo a Roma, per la chiusura della campagna elettorale per le amministrative 2013.
15 minuti per capire il fenomeno M5S le ragioni della sua diffusione inarrestabile, comprendere il pensiero e il ruolo di Grillo, conoscere le battaglie e le proposte dei parlamentari 5 stelle, passate in sordina dalla stampa in questi mesi.
Un Beppe Grillo impetuoso, una piazza stracolma e carica, un movimento di persone che fa tremare i politici nei palazzi e nelle loro piazza vuote.
Quella del Movimento 5 Stelle è una guerra di civiltà e gli avversari sono i partiti e i loro media, paravento delle lobby. Basta finti buoni contro finti cattivi. Ora è noi contro di loro.
Loro non si arrenderanno, ma hanno già perso.

Video integrale: http://www.youtube.com/watch?v=iYIO36It1bI