Visualizzazione post con etichetta inciuci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inciuci. Mostra tutti i post

18.4.13

La sinistra che non c’è


Dal giorno delle elezioni, dirigenti, stampa e militanti della sedicente “sinistra” prendono di mira M5S, facendo della coerenza una colpa. Insieme a loro diversi presunti elettori minacciano di “non rinnovare la fiducia al prossimo turno” nei confronti dei pentastellati.
Bene! Meglio! Perché di persone così, che danno il proprio voto senza sapere cosa votano, o magari cosa vogliono, non sappiamo che farcene. Vogliamo cittadini consapevoli, non persone che votano un movimento di rottura totale e cinque giorni dopo iniziano la nenia “trovate un accordo con Bersani”. Ma come?!
E’ ormai due mesi che va avanti la pantomima dei partiti del governo ABC di Monti. Hanno votato uniti e compatti ogni legge per oltre un anno e ora fanno gli schizzinosi per timore di perdere la faccia davanti agli elettori. E così scaricano la colpa sul M5S, colpevole di “non pensare al bene del Paese". Invece, lor signori del Pd a cosa hanno pensato, da 5 anni? Si sono limitati a interpretare il ruolo di esercito del bene contro il mostro Berlusconi, senza un disegno politico, senza proporre un'alternativa  La verità è che con tutta probabilità, la quadra sul Governo si troverà dopo l’elezione del Presidente della Repubblica. Altro capolavoro che sta portando a compimento la dirigenza Pd.
Non mi pronuncio sulla rosa di nomi espressa: D’Alema, Amato e Marini. Mi liimito a far notare come dopo queste lunghe settimane di critica al populismo (?) e la malapolitica (??) dei grillini, il Pd sta dimostrando egregiamente come funziona e come ragiona il PD, perché l’accordo non era possibile e anche perché il M5S si è reso necessario come forza politica nel 2009.

In quattro anni nulla è cambiato. Tanto in Italia quanto nel centrosinistra. Anzi, qualcosa lì è cambiato, si chiama Renzi, il Gianburrasca democratico, perennemente all’angolo, in punizione per le sue vedute progressiste e le sporadiche prese di posizione di buonsenso.
Il sindaco del debito di Firenze ieri ha ribadito il nyet a Marini, il candidato Pd che piace a Berlusconi, scelto come precondizione per l’inciucio di governo che ci attende. Insieme a lui si sfila Ignazio Marino, che fa sapere via Twitter che voterà Rodotà, il candidato del M5S. E insieme a lui, anche Sel, rende noto che darà il voto al professore calabrese.
La sinistra italiana è davvero tragicomica e né quel che resta della base né i vertici sembrano rendersene ancora conto. Decine di correnti più o meno ideologiche, più o meno personalistiche, in continua gara per “chi è più di sinistra”, mentre di politiche riformiste non si vede l’ombra, di rinunce ai privilegi nemmeno, di prese di posizione forte men che meno. Una discrasia rispetto al famoso “Paese reale”, che alla fine porta i più avveduti (o i più furbi) a ripiegare sulle posizioni, assai più democratiche e vicine alla sensibilità comune, degli odiati grilli.
Vedremo come andrà a finire questa votazione: se sarà eletto Marini, il Presidente della Casta, o se vincerà Rodotà, il Presidente della gente.

Corollario locale: Vicenza, come scritto nell’articolo precedente, è uno spaccato fedele della situazione romana, con il partito unico sinistra-centro-destra, grigio come i suoi rappresentanti e il cemento che propinano ovunque come unica forma di sviluppo, e una sinistra radicale inesistente, reattiva solo quando si tratta di attaccare noi (che pur ci battiamo per l’ambiente e i diritti civili, come una volta loro).
I compagni fedeli alla linea (quale?) sono rimasti in letargo per l’intero mandato di Variati. Una volta entrati nei locali del Bocciodromo, la sola “compensazione” vista a Vicenza dall’inizio dei lavori al Dal Molin, ci si sono chiusi dentro, come in una riserva indiana. E come gli indiani vanno verso l’estinzione, mentre sostengono con la kefia al collo l’omologo cittadino di Mario Monti, il sindaco dell’inciucio eterno, che dura da 30 anni. Nessuna autocritica e anzi, dito puntato contro noi, che nella loro testa saremmo responsabili della loro inesistenza politica. Hasta la catastrofe, siempre.

11.4.13

Prego, di niente


L’amministrazione Variati in queste ultime settimane di campagna elettorale si sta sbizzarrendo ad approvare (o promettere) proposte e progetti contenuti nel nostro Programma per Vicenza.
E’ stato attivato un servizio di taxibus, o bus a chiamata; a San Biagio si dice di volere dare spazio alla cultura; a Ponte San Paolo sta per aprire un parcheggio per bici; a Piazza Erbe (pare) tornerà il mercato ortofrutticolo; è al vaglio il recupero delle antiche serre di Parco Querini…
Come cinque stelle c’è da essere soddisfatti: ancora dobbiamo entrare in consiglio comunale e già le nostre proposte incidono sulla politica cittadina.

Peccato che, per via dell’improvvisa fretta, ci siano pecche ingenue, dovute alla mancanza di progettazione, programmazione e concertazione: il taxibus, ad esempio, attualmente è un mezzo flop, perché il servizio (pensato come alternativa all’auto da e per i locali notturni) chiude troppo presto, lasciando appiedati i giovani di ritorno dal centro o dalle discoteche.
Altri invece sono banali annunci spot: la “cultura a San Biagio” è solo un titolo da giornale e si riferisce unicamente all’archivio di stato e forse ad alcune botteghe commerciali. Il progetto è sempre quello dell’anno scorso, di nuove residenze (e Vicenza non ne ha bisogno, specie il centro storico).
Quindi in verità, non si avvicina minimamente all’idea di centro polifunzionale da noi proposto, con laboratori, auditorium e locali per le molteplici realtà artistiche cittadine. Il sindaco usa la cultura, che per noi è un baluardo, da paravento per altro sviluppo residenziale.

E’ ancora troppo presto per commentare i progetti di Piazza Erbe e Parco Querini, ma il dato resta: Variati sta saccheggiando il nostro programma. Il che dimostra tra l’altro come le continue accuse di essere privi di contenuti sono infondate. Fango da propaganda. 
Dispiace solo che queste idee vengano usate in maniera strumentale a un mese dalla fine del mandato, a scopi elettorali -dov’è stata l’amministrazione per cinque anni?-. 
Senza contare che come ringraziamento riceviamo dalla giunta uscente e dal loro staff elettorale dosi quotidiane di insulti, dileggi e falsità.
Che dire, da "fascista qualunquista e ignorante" <<…prego, di niente!>>


PS: nel frattempo, da sinistra tutto tace e gli esuli del Pdl frantumato hanno trovato rifugio sotto la gonna della papessa Dal Lago. La politica vicentina è un fedele spaccato della realtà nazionale, dove esiste solo il partito dell’inciucio, del cemento e della speculazione, servito fedelmente da un’informazione massimalista a dir poco “squilibrata”. Mandiamoli a casa!