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13.6.14

La non-scelta eterodiretta

Nel Movimento 5 Stelle è passata la linea pro-Farage, con un voto online beffardo, allestito unicamente per legittimare la decisione già presa dal duo Grillo-Casaleggio.
La diretta conseguenza è che mai come prima, nemmeno dopo la botta delle elezioni europee, il M5S sta implodendo.


- Massimiliano Calcaterra:
Stasera muore il M5S così come lo avevamo sognato e dalle ceneri è nata la Lega 2.0....Complimenti per il capolavoro politico!!!!

- Mattia Ballarini: Sono molto amareggiato e deluso! Questo non è il moVimento che ho conosciuto 3 anni fa... Per protesta ho votato i "non iscritti" ma vedo che la propaganda pro-farage che hai fatto prima delle votazioni ha riscosso un grande successo. Mi dispiace ma ho deciso di prendermi una pausa riflessiva dall'attivismo.

- Marco M.: 
Tra l'altro, caro Beppe, è interessante l'ordine non esattamente alfabetico in cui indicavi le tre opzioni:
EFD: questo è il partito che dovete votare
ECR: lo so, non ne avete mai sentito parlare; l'ho aggiunto solo per avere un numero dispari di opzioni
Non Iscritti: lo so che qualcuno di voi potrebbe fare la cazzata di votare questa opzione; per questo la metto per ultima e la sconsiglio vivissimamente; oh, poi votate liberamente, sia chiaro, la democrazia è democrazia!

- Riccardo A.: VOTI PRESI ALLE EUROPEE: 5.792.865 VOTANTI IN QUESTO "REFERENDUM": 29.584 Da sostenitore del M5S sono davvero lietissimo di notare che lo 0,51% degli elettori controlla l'indirizzo politico di tutto il Movimento. Che SCHIFO.

- Giorgio Giacon:
Ciao! che colore vi piace? nero scuro scuro nero nessun colore ps: se votate nessun colore potremmo comunque decidere per il nero Votate! peccato, l'unica piccola minima inutile finta speranza che mi rimane è che qualcuno decente che sta in parlamento reagisca a questa cosa.. peccato.

- Iacopo Bartolini: Non prenderò parte a questa votazione-farsa in quanto i Verdi e il gruppo con Tzipras insieme agli altri gruppi europeisti non sono stati inclusi tra le opzioni, toglierli adducendo come scusa il fatto che non abbiano "mostrato interesse" è ridicolo perché nessuno ci impedisce di essere noi i primi a farlo. I 7 punti per l' europa in base ai quali si è deciso quali gruppi siano o no incompatibili non sono stati decisi con metodi democratici, furono sparati da Beppe sul palco del terzo V-day e non furono soggetti a nessuna votazione online, senza contare che i server su cui si svolge tutto questo sono della Casaleggio Associati e che probabilmente nessuna agenzia controllerà la conta dei voti, come è successo la maggior parte delle volte. Non siamo più difendibili dalle accuse di avere uno staff che decide la linea, se volevo un partito dove decide la dirigenza andavo a votare il PD-PDL di merda o le altre associazioni a delinquere, avete perso il mio voto, alle prossime elezioni voterò scheda bianca

- Gianni Alberto Passante: che cosa vi è successo, quando spiegherò ai miei figli come una società può peggiorare parlerò del movimento 5 stelle, a cui sono iscritto, dagli inizi, quel movimento di sognatori, che ora si è ridotto a stare con l'estrema destra...

- Filippo Pellacani: Buffoni..... mi avete perso! Cosa voto a fare? per non sapere neanche stavolta il risultato delle votazioni? Per accedere ai conservatori europei? Insieme con i tedeschi di Alternative für Deutschland? Ma siamo pazzi??? Sembrano un nuovo partito nazista in germe. Per allearci con Farage che é il politico di professione numero uno... concetto contro il quale il movimento si batte da anni? il quale sfrutta i sentimenti piú beceri del suo popolo per attirare consensi? Siete una banda di troll internettiani senza contatto con la realtá. Alzate il sederone dalle poltrone ed uscite. Addio.

- Guglielmo Tarditi:
E' tutto sbagliato, avete rovinato un sogno andando con uno che ha delle posizioni su energia ed immigrazione TOTALMENTE folli. Vaffanculo rivoglio il mio voto. Censuratemi, visto che Beppe ha fatto un VAFFANCULO DAY, voglio vedere se mi censurate. RIVOGLIO IL MIO CAZZO DI VOTO. Come vi siete permessi di allearvi con uno che parla di carbone, di protezionismo e di NEGRI e rumeni come se fossero cose. Ma voi siete pazzi. VAFFANCULO RIVOGLIO IL MIO VOTO. Onorate il programma. C'è poco da fare le pulci a Pizzarotti sull'inceneritore, se poi ci si allea con chi parla di carbone solo perché è contro l'euro. VOI SIETE PAZZI. Parliamo di chiedere dimissioni a parlamentari che non rispettano le regole. E Beppe che fa numeri da pagliaccio dicendo che se ne va se perde?? E le alleanze IMPOSSIBILI??? Io ho votato 5 stelle dalla prima votazione disponibile, controllate il mio Facebook non sono un infiltrato. Sono uno che votava 5 stelle per non farsi più prendere per il culo e che è stato preso per il culo. Che schifo.


Questi sono solo una minima parte delle centinaia commenti pubblicati sul blog beppegrillo.it e prontamente rimossi. Molti altri contestavano l’assenza dei Verdi o di Tsipras tra le opzioni di voto. A un certo punto Augusto B. risponde: “Ma perchè i verdi e Tsipras non li hai votati alle europee? Ti sei sbagliato?”.
Non si capisce se la domanda sia seria o meno: anche uno voleva votare Farage poteva mettere la croce sulla Lega Nord - Lega che ora emigra con Marine Le Pen, è vero, ma il senso è che se una persona è di destra vota a destra- . 
In campagna elettorale, invece, Grillo ha dato l’illusione di voler correre da soli, salvandosi sempre con il "né di destra né sinistra" al solo sentire la parola "alleanza", nonostante la linea fosse in realtà già tracciata, come testimoniavano i sette punti del non-programma e il no all'euro implicito dei comizi-show. Oggi lo slogan  "siamo oltre" non regge più, perché le ideologie saranno pure morte e superate, ma le idee politiche esistono e non sono volatili quanto la democrazia diretta, o meglio, eterodiretta del M5S.

Mi dispiace davvero per i tanti come Guglielmo Tarditi che hanno votato sulla fiducia e l’hanno vista tradita e che, col senno di poi, avrebbero voluto sapere a chi sarebbe andata la loro preferenza prima del voto -se Grillo avesse detto in campagna elettorale "andiamo con Farage", chissà quanti voti avrebbe preso, anzi, perso il M5S-. 
Dispiace, perché i segnali c’erano già tutti. Per chi segue il blog (o la cronaca locale), avevo parlato di comunicazione autoreferenziale, della finta campagna in solitaria per poi confluire tra i populisti di destra, di una base inerte e insipiente che si sarebbe fatta andare bene tutto e di uno staff incapace di gestire un’entità politica ibrida di proporzioni mastodontiche. 
Proporzioni che, come si legge anche in un altro dei commenti, non trovano poi riscontro nella partecipazione online, anche perché fortemente limitata e pilotata.
In tutto ciò, si rafforza la convinzione che il M5S stia franando e non per colpa di un fantomatico nemico, ma per la superficialità dello staff e la pochezza della base.
Sicuramente il M5S potrà ancora fare qualcosa di buono, soprattutto a livello di trasparenza nelle amministrazioni locali e regionali, che tra Expo, Mose e Tav ne hanno tanto bisogno. 
Tuttavia, come già scritto in precedenza e come dimostrano i numeri, la rivoluzione culturale è fallita. M5S is dead.


27.5.14

I nuovi vicini di banco degli euro-grillini

Le elezioni europee sono terminate. Il dado è tratto. L’Italia manda a Bruxelles 73 eurodeputati. Se la collocazione nell'emiciclo delle altre forze politiche è già nota, il Movimento 5 Stelle, che in casa ha sempre rifiutato qualunque alleanza e apparentamento, ha scelto di non scegliere uno schieramento prima del voto e fa il suo esordio a Bruxelles sotto la voce “altri”.
Questi saranno chiamati ad aderire a un gruppo politico, a formarne uno nuovo, o altrimenti dichiararsi “Non Iscritti”, rinunciando non tanto a un ufficio di presidenza e una segreteria, quanto alla prospettiva di sviluppare una cooperazione a livello comunitario per promuovere un progetto politico.

Per formare un gruppo parlamentare sono necessari almeno 25 MEP da 7 Paesi. Partendo da 17 eletti, al M5S ne basterebbero appena 8. Impresa apparentemente non impossibile, considerando che i "non allineati", tra indipendenti e partiti al loro debutto nel Parlamento Europeo, sono in tutto 105*, provenienti da 21 Stati membri e da 33 diversi partiti. (figurano come "altri" anche i 3 della Lista Tsipras, che aderiranno al gruppo del loro candidato presidente, ndr)

Trovare un minimo comune denominatore tra di loro non è affatto semplice, anche se in verità molti condividono un’identità di estrema destra e con tutta probabilità non avranno problemi a formare un "blocco nero” a sostegno del gruppo di nazionalisti euroscettici EFD, guidato da Nigel Farage, leader dell'Ukip.
Insieme ai 24 deputati del Fronte Nazionale francese, fanno il loro esordio a Bruxelles il Partito della Libertà Austriaco (FPÖ) con 4 parlamentari, Alba Dorata con 3 MEP, 1 rappresentante del Partito Nazional-democratico tedesco (NPD) e 2 dei Democratici Svedesi. Ancora, sono 4 gli eletti del Partito per la Libertà olandese, altrettanti quelli del Congresso della Nuova Destra Polacca (KNP) e 3 del Movimento per una Ungheria Migliore (Jobbik), per un totale di 45 parlamentari nazionalisti, anti-europeisti e razzisti – si parla di aperto anti-semitismo e anti-islamismo - che potrebbero scegliere la guida di madame Le Pen.

Ci sono poi singoli esponenti di forze di centro-destra o comunque conservatrici, è il caso dei MEP del Blocco Riformista bulgaro, dei Ciudadanos spagnoli e della lista Verjamem slovena, e alcuni “indipendenti e basta” da Irlanda, Grecia, Germania, Romania, Malta, Ulster e una rappresentante svedese di “Iniziativa femminista”.
Oltre a loro, una spicciolata di parlamentari ambientalisti e animalisti tedeschi (ÖDP e Tierschutz), olandesi (PVdD), portoghesi (MPT) e lituani (Unione dei Verdi e dei Contadini), che potrebbero scegliere di aderire al gruppo dei Verdi o restare indipendenti.

Come papabili per la creazione di un gruppo europeo rimangono una manciata di forze “diversamente euroscettiche” e progressiste: i 2 MEP di Bulgaria senza censura, i 7 di Alternativa per la Germania (AfD), i 4 spagnoli di Unione Progresso e Democrazia e il deputato slovacco di Gente Comune. Fanno 4 Stati membri, 5 con l'Italia, insufficienti a creare un gruppo parlamentare. Non resterebbe che convincere qualche Non Iscritto indipendente ad aderire all'ipotetico gruppo "Europa 5 Stelle".
A questo punto, sarà davvero possibile per i neo-eletti del M5S trovare la quadra tra euroscettici e ambientalisti, convincendo colleghi di realtà nazionali tanto lontane e senza tradire la propria identità? E prima ancora, gli "euro-grillini" riusciranno a superare il tabù delle alleanze, ora che per la prima volta si trovano a guardarsi attorno e a confrontarsi per cercare degli interlocutori, dei propri simili, al di fuori del circo politico-mediatico italiano?


* dati aggiornati alle 16.00 del 27/05/2014 

26.5.14

Elezioni europee, alcune considerazioni


Considerazioni:
· Rompere i maroni in massa sui social ogni giorno è un boomerang...le vittime quotidiane di cyber-propaganda "si vendicano" alle urne. Basta "BASTA!!1!" e imparate a usare i social network!
· La Lega (con il no euro di Borghi & co.) si è ripresa i voti finiti al M5S dopo il caso del Cerchio Magico.
· Almeno un milione di voti M5S è andato a Renzi. (Idem da Forza Italia e Udc: tutti per Matteo e Riformino!)
· Un altro milione non ha rinnovato il voto a Grillo. O ha votato uno degli "altri" dei sondaggi o è andato in spiaggia.
· Tsipras ha compiuto il miracolo di salvare la sinistra dall'estinzione. Sirtaki a pugno chiuso e ghyros per tutti!
· Alfano chi?

Conseguenze:
· Renzi è ufficialmente il nuovo migliore amico di frau Merkel.
· L'Italia perde la sua rappresentanza nel partito liberale europeo (terza forza a Bruxelles, 200.000 voti in tutta Italia). Bye Bye IdV e Fare.
· La Lega ne esce comunque ridimensionata, da 9 a 5 parlamentari europei.
·  Schulz se l'è presa in saccoccia, il nostro nuovo presidente sarà Juncker.
· Al parlamento entrano 17 "diversamente politici" in cerca di collocamento. La compagnia non è delle migliori (a meno di non avere simpatie per anti-semitismo e anti-islamismo).
· In Europa non ci sarà nessuna rivoluzione. Né ci sarebbe stata in ogni caso. Chi ha votato con questa convinzione ha capito poco o niente.

Cheers!

17.5.14

Grillini, sgrillettati… e gli altri?

L’altro giorno è accaduto l’inaspettato. Il mio post del 25 aprile è stato ripreso in prima pagina dal quotidiano locale. All’interno, mezza pagina di virgolettati estratti dal Laughing Man Post con tanto di mia foto - orrenda! Fate copia-incolla da Facebook la prossima volta! - e biografia dettagliata, non priva di errori - ho 28 anni…ancora per un po’ -. Titolo: “Lo strappo di Allione”. Seguono stupore e preoccupazione dei familiari, messaggi di insulti - pochi - e altri di solidarietà - la maggior parte -. 

Con questo post non intendo rispondere ai colleghi del Giornale di Vicenza, sottolineando magari come certe premurose attenzioni abbiano ripercussioni sulla vita delle persone e quanto possa fare piacere essere sbattuti in prima pagina per fatti senza rilevanza pubblica e strumentalmente a fini politici. Né, penso, serve sottolineare che non ci fosse alcuno scoop, dato che è dalla scorsa estate che non faccio più politica attiva e nel frattempo non ho annullato la mia iscrizione al movimento.

Invece, voglio fare un passo avanti e chiarire il mio punto di vista sulla situazione politica, dentro e fuori il M5S. In breve, nell’articolo precedente spiegavo come i “grillini” validi e genuini siano in perenne balia degli umori di un sottobosco di “sgrillettati” in costante aumento, a causa della stessa natura anarcoide del Movimento. Questa condizione è la ragione di fondo - insieme alle politiche europee - per cui ho interrotto il mio attivismo dopo tre anni. Non scendo nei dettagli di proposito per evitare polemiche idiote.

Ma se gli sgrillettati sono e saranno la rovina del Movimento 5 Stelle, ciò non significa che il resto della vecchia politica sia improvvisamente diventato meglio dei “grillini”! La parte sana del M5S, i Di Battista, i Bugani, le Taverna, i Bono, esistono e le loro lotte hanno ancora valore, in questa Italia marcia e gretta, specie con tutto quello che è sotto gli occhi di tutti: dall’arresto di Dell’Utri, Scajola, Genovese e il caso Expo.

Lo ammetto, mi ha dato fastidio essere usato come arma elettorale a vantaggio del partito unico di destra-centro-sinistra che ha deturpato il Paese e spolpato l’economia trascinandoci nella crisi. E non era mia intenzione. Costoro, come dimostra l’ondata di manette eccellenti di questi giorni, sono davvero dei “dead men walking”, per citare Grillo. Loro e i loro medium, che li legittimano e difendono, devono pagare e pagheranno per lo scempio portato avanti. L’augurio è che l’Expo possa solo essere l’inizio di un effetto domino che faccia pulizia delle élite economiche, industriali e politiche a cui questa informazione fa capo.

Esplicito meglio, sperando di evitare altri fraintendimenti e letture di parte (“Allione fa marcia indietro”): anche se per una serie di motivi ed esperienze personali la mia strada si è separata dal M5S e ho osato esprimere critiche alla base e alla dirigenza, le battaglie portate avanti a livello nazionale non hanno perso senso o importanza. I politici - locali e non - che a fasi alterne ci governano da venti anni possono continuare a fingere che le cose stiano cambiando in meglio solo mettendo in prima linea i loro rampolli ruspanti e i loro strilloni di corte possono provare a raccontarla agli italiani, ma, per citare l’ex-ministro Barca: “quando si capirà che dietro agli slogan non c’è niente, il Paese darà via di testa”. 
Chi fa parte del sistema, chi si rende complice, partecipando, tacendo o giustificando la corruzione, le tangenti, le speculazioni, gli abusi, non sarà mai, ripeto, mai meglio di chi può dire di aver almeno provato a cambiare le cose, esponendosi e rischiando in prima persona. I grilli - autentici - saranno sempre meglio dei porci a cui lecca i piedi certa informazione.


Ps: qualche "sgrillettato" locale ieri ha inviato una nota alla stampa per rispondere indirettamente al mio intervento, affermando che "solo i candidati e gli eletti possono parlare del M5S, gli altri fanno disinformazione".
Complimenti: così facendo rafforzate la mia tesi secondo cui il M5S è ormai in massima parte mano a persone che non ne conoscono, o ne tradiscono consapevolmente, i principi.
Arriverà presto il conto anche per voi, ne sono certo.

12.5.14

Di Europa si "dovrebbe" parlare


"Di Europa si deve parlare". Molto bello questo spot di mamma Rai. 
Peccato sia fuori tempo massimo, visto che negli ultimi sette anni la sola informazione sullo "State of the Union", l'ottimo Tgr RegionEuropa, sia stata relegata alle 11.30 della domenica, l'orario più infame del giorno più infame del palinsesto settimanale, tra la Santa Messa e l'oroscopo di Paolo Fox.
Dai tg poco o nulla, si ricordano solo facezie tipo Natale al Polo Nord, William & Kate, la Bruni, vacanze in Grecia...
Talk show non pervenuti..fino alla campagna elettorale!

E' troppo chiedere corrispondenti e uffici almeno in metà delle capitali europee?? Uno spazio quotidiano nei tg, magari al posto delle solite carrellate di dichiarazioni futili dei politici romani? Una collocazione migliore per la truppa del buon Dario Carella?!

Cordialmente, un contribuente.

25.4.14

Povero M5S

Questo post è un messaggio a cuore aperto di un attivista/iscritto/elettore/ex-candidato del M5S. Politicamente potrei essere definito in molti modi: ecologista, liberale, progressista, federalista. Per questo, essere etichettato "grillino" mi è sempre sembrato riduttivo, quasi offensivo. Non parliamo dei vari epiteti che mi sono visto affibbiare in privato e a mezzo stampa: leghista, fascista, razzista, anti-democratico… 
Agli albori del Movimento, ai tempi delle prime liste civiche, era praticamente impossibile non riconoscersi nelle battaglie del blog di Grillo. Era il 2007, si parlava di crisi energetica, di ecologia, della follia del PIL, di mobilità sostenibile. Oggi gran parte degli attivisti e dei candidati, di Terra Reloaded non avrà visto nemmeno il trailer.

Il V-day oggi è un ricordo lontano e dispiace dirlo, la rivoluzione culturale non c'è stata. A sette anni di distanza l’elettore medio non ha cambiato modo di pensare e di agire. E’ successo anzi il contrario: che la mediocrità ha neutralizzato la spinta culturale originale. 
Uno vale uno, va bene, ma nella realtà si traduce in interi gruppi di persone capaci e volenterose letteralmente in ostaggio di individui "devianti". Sia subdoli personaggi mossi da secondi e banali fini personali, sia casi clinici più o meno gravi. Si va da deficit relazionali a tendenze paranoiche. 
Ci sono i complottisti da social network, gli arrivisti in cerca di poltrona, i residuati socialisti e democristiani della prima repubblica, i sovranisti MME -fan di Barnard e Borghi, avversari del M5S-, fino ai veri e propri sabotatori, infiltrati per creare problemi -non è una leggenda, esistono e ne ho incrociato più di uno-. Ecco, il M5S è succube di questi e altri tipi di “elementi nocivi”, inerme davanti a un coordinamento inesistente, incapace di individuare e allontanarli dagli attivisti sani.

Nonostante le clamorose espulsioni dei "dissidenti" del Parlamento facciano pensare che gli attivisti siano automi incapaci di pensiero indipendente, la verità è l'esatto contrario: nel M5S domina l'anarchia. I voltagabbana di Palazzo Madama non sono che un campione minimo del variegato universo di devianze all'interno del movimento, tutti accomunati dal solo fatto di non credere nei principi del Movimento o di non rispettarne le regole. 
La loro presenza è nota da anni, ma non si può fare nulla o quasi, perchè in pratica la sola regola è che "non ci sono regole". 
Come se non bastasse, non paghi dell’errore delle parlamentarie 2013, a Milano hanno pensato bene di utilizzare lo stesso metodo di selezione con le elezioni europee, con l’aggravante di aver dato solo una manciata di ore agli iscritti per votare i propri rappresentanti tra centinaia di candidati. 
Risultato? Un buon 15% degli eletti si rivelerà essere un pericoloso "dissidente", come a Roma, quando è più semplicemente una scelta sbagliata, anzi, una non-scelta, perchè per non-statuto uno vale uno..

A proposito di Europa. Cosa va a fare il M5S a Bruxelles? “A realizzare i sette punti del programma”. Un file pdf striminzito con una manciata di articoli oscuri e generici. E con chi si dovrebbero realizzare queste proposte perché non restino solo uno slogan? “Vedremo quando saremo là”. Eh no, perché gli schieramenti si conoscono già ora: ci sono i socialisti, i popolari, i liberali, i conservatori, i nazionalisti…e se il M5S è post-ideologico, dirà no a tutti quanti. Quindi si resterà in un angolo a fare gli strilloni, o nel peggiore dei casi si finirà per allinearsi con i peggiori estremismi di Europa, pescando da un calderone di 90-100 MEP indipendenti.
E ancora, chi l’ha deciso questo programma per le europee? La “ggènte”, come scrivono i troll che sfottono i grillini? Oppure i sondaggi? Almeno il programma nazionale era stato scritto e discusso per mesi, da migliaia di attivisti.

Scendendo a livello locale, le cose non vanno meglio. Si perde il conto delle scissioni nei gruppi locali, liste che saltano -la Sardegna resta la più eclatante-, eletti espulsi e rimasti in carica.
Non posso non citare il caso di Vicenza, dove un consigliere -con precedenti nel PD e un'indagine per bancarotta in corso, per la cronaca-, è sparito dalle assemblee per poi affermare di dovere rispondere solo ai suoi elettori. A dire il vero, da mesi non risponde più a nessuno, ma partecipa in Consiglio presentando interrogazioni…a nome suo, suppongo. 
Per restare in zona, è notizia dell'altro giorno di un candidato a Bassano arrestato per sequestro di persona. Non serve aggiungere altro
La crescita esponenziale del Movimento, “ieri cento, oggi mille domani centomila”, è sfuggita di mano. Ma non tutti restano a bordo, anzi, come scritto, i furbi restano, i saggi lasciano.
Ho visto decine di simpatizzanti avvicinarsi speranzosi e fuggire a gambe levate di fronte a un muro di ottusità e inciucismo all’italiana. 
Le menti affamate e folli degli albori hanno via via la sciato il posto a personaggi che iniziano ad assomigliare alla caricatura "Siamo la Gente, il Potere ci temono". Il M5S si riprometteva di cambiare in meglio la massa, manovrarla, ma ne è rimasto schiacciato. 

Per i detrattori del M5S, voglio che si sappia: il 90% degli attacchi rivolti al Movimento sono fregnacce. I diktat di Casaleggio, i soldi del blog, gli influencer pagati, razzismo e omofobia...tutto falso.
I problemi del M5S non sono gli sciachimisti, le espulsioni o le parolacce di Grillo. 
Più che quello di cui si dice e scrive, le vere rogne stanno in ciò che non si dice. Sono i silenzi: le risposte mancate dalla "dirigenza", i giochi di potere e le trame sottobanco a livello locale, le censure preventive, l'omertà sui problemi interni che si ripresentano ciclicamente. Come sempre, un perfetto spaccato della società italiana: piccolezze e bassezze umane, che aldilà dell'immagine del Movimento che viene data all'esterno -quella dei giovani bravi ragazzi-, nel frattempo ne ha mutato l'essenza dall'interno.
Forse per questo, nonostante i cittadini con l’elmetto siano presenti nelle istituzioni locali ormai da anni, a parte maggiore trasparenza e rigore, i tanti buoni propositi sono rimasti sulla carta, anche dove governa il M5S: a partire da Parma, dove l’inceneritore è entrato in funzione, fino a Sarego, "il primo comune a 5 stelle", dove nessuno si azzarda a pensare all’accorpamento del piccolo comune alla vicina Lonigo, come da programma nazionale.

Che fine hanno fatto le cinque stelle? Acqua pubblica, rifiuti zero, energia, mobilità e connettività? Probabilmente la maggior parte degli iscritti attivi oggi nemmeno le saprebbe elencare. Il programma nazionale non è più nell’agenda. Si è dimenticato il debito pubblico, ora il nemico per i grillini da bar, al pari dei berluscones e dei leghisti, è l’Euro.

Tra un mese si vota e dispiace dire che per la prima volta da quando ho iniziato ad appassionarmi di politica, grazie a Grillo, non credo che darò il mio voto al movimento, perché non dà le risposte che cerco. Non in questo caso. 
I “ragazzi” a Roma sono l’unico barlume di speranza rimasto nel magma umano che è diventato il Movimento Cinque Stelle. Tanto in continua evoluzione, quanto stagnante a livello operativo. In termini naturalistici, il M5S rischia di diventare un vicolo cieco evolutivo: un tentativo fallito di trasformazione –sociopolitica in questo caso- che porta all’estinzione.
Non rinnego nulla di quanto fatto in anni di attivismo, ma proprio per questo posso permettermi simili critiche con cognizione di causa. E la verità è che quanto descritto, quanto vissuto sulla mia pelle, ha già guastato il progetto di Grillo e Casaleggio e che fino a quando "lo staff", entità astratta, non aggiornerà le regole del gioco, la deriva è assicurata. 

Continuerò a fare il tifo per i parlamentari che ho scelto e votato, ma per la stessa ragione, non mi è possibile votare… per partito preso, chiudendo gli occhi davanti a quanto fin qui raccontato. In linea con le mie convinzioni, se darò un voto, sarà per chi si batte per ciò in cui ho sempre creduto: un’Europa federale, più unita, armonica e democratica.
Le idee politiche non sono come la fede calcistica. E le elezioni Europee non sono la Champions League. Non si può votare chi non risponde alle proprie convinzioni e non dà fiducia. Triste ammetterlo per quel progetto che è stato per tanto tempo un faro di speranza nel mio cuore. 

Povero M5S.

25.3.14

Come sarà il prossimo Parlamento Europeo

L’agenzia Pollwatch2014 pubblica previsioni sulle elezioni europee e incrociando i dati nazionali dei 28 Paesi UE illustra la composizione del prossimo parlamento. 
Secondo le ultime stime, il voto di maggio vedrebbe un sostanziale pareggio tra le due forze principali: 214 seggi ai socialdemocratici S&D, tallonati dal Partito Popolare Europeo con 213 europarlamentari (MEP). Terza forza, distaccata e di poco ridimensionata rispetto a oggi, i liberal-democratici dell’ALDE, 66 seggi, che staccano di poco la sinistra europea GUE-NGL, gruppo della lista Tsipras, 57. A seguire, i conservatori con 40 MEP,  i verdi, 38, e l’EFD della Lega Nord e Nigel Farage, 33.

La grande novità rispetto all'assetto attuale, oltre al forte ridimensionamento del PPE –oggi conta 275 MEP-, è la crescita del “non-gruppo” dei parlamentari indipendenti, che dai 30 attuali passerebbero addirittura a 90. Un calderone composto in massima parte da indipendentisti ed euro-scettici in cui figurerebbero anche 19 europarlamentari del Movimento 5 Stelle e 18 del Front national di Marine Le Pen.

In Italia il PD sarebbe la prima forza con 23 seggi, ma andrebbe a pareggio con il PPE, che vedrà riuniti i 19 MEP di Berlusconi ai 4 di Alfano separati in casa. Sopra l’asticella del 4% anche Tsipras e LN, rispettivamente 4 e 3 seggi, mentre la rincorsa per i liberali pare difficile.

Attenendoci a queste proiezioni, che sono soggette a forti variazioni, lo scenario rispetto a oggi premierebbe la sinistra socialdemocratica e radicale, a discapito del Partito Popolare e delle forze conservatrici.
Nonostante una situazione di sostanziale parità tra forze di sinistra e di destra, infatti, il PPE vedrebbe eroso parte del suo peso dagli indipendenti. Resta da vedere cosa faranno, questi indipendenti. E’ ragionevole pensare che una parte confluirà nel gruppo dei nazionalisti EFD –la Le Pen, magari- e forse qualcuno aderirà alla sinistra europea.

In ogni caso, se la proiezione venisse confermata alla prova del voto, la formazione dell’emiciclo non uscirebbe più di tanto stravolta. Un effetto collaterale del rafforzamento del fronte euro-scettico, può portare verosimilmente a un nuovo patto tra socialisti e popolari, che da soli potrebbero guidare una grande alleanza trasversale. 
Una nuova grosse koalition europea, che indirizzerà la politica comunitaria per i prossimi sette anni, con buona pace di tutti coloro che scalpitano e strepitano per rovesciare l’Europa.