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26.5.14

Elezioni europee, alcune considerazioni


Considerazioni:
· Rompere i maroni in massa sui social ogni giorno è un boomerang...le vittime quotidiane di cyber-propaganda "si vendicano" alle urne. Basta "BASTA!!1!" e imparate a usare i social network!
· La Lega (con il no euro di Borghi & co.) si è ripresa i voti finiti al M5S dopo il caso del Cerchio Magico.
· Almeno un milione di voti M5S è andato a Renzi. (Idem da Forza Italia e Udc: tutti per Matteo e Riformino!)
· Un altro milione non ha rinnovato il voto a Grillo. O ha votato uno degli "altri" dei sondaggi o è andato in spiaggia.
· Tsipras ha compiuto il miracolo di salvare la sinistra dall'estinzione. Sirtaki a pugno chiuso e ghyros per tutti!
· Alfano chi?

Conseguenze:
· Renzi è ufficialmente il nuovo migliore amico di frau Merkel.
· L'Italia perde la sua rappresentanza nel partito liberale europeo (terza forza a Bruxelles, 200.000 voti in tutta Italia). Bye Bye IdV e Fare.
· La Lega ne esce comunque ridimensionata, da 9 a 5 parlamentari europei.
·  Schulz se l'è presa in saccoccia, il nostro nuovo presidente sarà Juncker.
· Al parlamento entrano 17 "diversamente politici" in cerca di collocamento. La compagnia non è delle migliori (a meno di non avere simpatie per anti-semitismo e anti-islamismo).
· In Europa non ci sarà nessuna rivoluzione. Né ci sarebbe stata in ogni caso. Chi ha votato con questa convinzione ha capito poco o niente.

Cheers!

25.4.14

Povero M5S

Questo post è un messaggio a cuore aperto di un attivista/iscritto/elettore/ex-candidato del M5S. Politicamente potrei essere definito in molti modi: ecologista, liberale, progressista, federalista. Per questo, essere etichettato "grillino" mi è sempre sembrato riduttivo, quasi offensivo. Non parliamo dei vari epiteti che mi sono visto affibbiare in privato e a mezzo stampa: leghista, fascista, razzista, anti-democratico… 
Agli albori del Movimento, ai tempi delle prime liste civiche, era praticamente impossibile non riconoscersi nelle battaglie del blog di Grillo. Era il 2007, si parlava di crisi energetica, di ecologia, della follia del PIL, di mobilità sostenibile. Oggi gran parte degli attivisti e dei candidati, di Terra Reloaded non avrà visto nemmeno il trailer.

Il V-day oggi è un ricordo lontano e dispiace dirlo, la rivoluzione culturale non c'è stata. A sette anni di distanza l’elettore medio non ha cambiato modo di pensare e di agire. E’ successo anzi il contrario: che la mediocrità ha neutralizzato la spinta culturale originale. 
Uno vale uno, va bene, ma nella realtà si traduce in interi gruppi di persone capaci e volenterose letteralmente in ostaggio di individui "devianti". Sia subdoli personaggi mossi da secondi e banali fini personali, sia casi clinici più o meno gravi. Si va da deficit relazionali a tendenze paranoiche. 
Ci sono i complottisti da social network, gli arrivisti in cerca di poltrona, i residuati socialisti e democristiani della prima repubblica, i sovranisti MME -fan di Barnard e Borghi, avversari del M5S-, fino ai veri e propri sabotatori, infiltrati per creare problemi -non è una leggenda, esistono e ne ho incrociato più di uno-. Ecco, il M5S è succube di questi e altri tipi di “elementi nocivi”, inerme davanti a un coordinamento inesistente, incapace di individuare e allontanarli dagli attivisti sani.

Nonostante le clamorose espulsioni dei "dissidenti" del Parlamento facciano pensare che gli attivisti siano automi incapaci di pensiero indipendente, la verità è l'esatto contrario: nel M5S domina l'anarchia. I voltagabbana di Palazzo Madama non sono che un campione minimo del variegato universo di devianze all'interno del movimento, tutti accomunati dal solo fatto di non credere nei principi del Movimento o di non rispettarne le regole. 
La loro presenza è nota da anni, ma non si può fare nulla o quasi, perchè in pratica la sola regola è che "non ci sono regole". 
Come se non bastasse, non paghi dell’errore delle parlamentarie 2013, a Milano hanno pensato bene di utilizzare lo stesso metodo di selezione con le elezioni europee, con l’aggravante di aver dato solo una manciata di ore agli iscritti per votare i propri rappresentanti tra centinaia di candidati. 
Risultato? Un buon 15% degli eletti si rivelerà essere un pericoloso "dissidente", come a Roma, quando è più semplicemente una scelta sbagliata, anzi, una non-scelta, perchè per non-statuto uno vale uno..

A proposito di Europa. Cosa va a fare il M5S a Bruxelles? “A realizzare i sette punti del programma”. Un file pdf striminzito con una manciata di articoli oscuri e generici. E con chi si dovrebbero realizzare queste proposte perché non restino solo uno slogan? “Vedremo quando saremo là”. Eh no, perché gli schieramenti si conoscono già ora: ci sono i socialisti, i popolari, i liberali, i conservatori, i nazionalisti…e se il M5S è post-ideologico, dirà no a tutti quanti. Quindi si resterà in un angolo a fare gli strilloni, o nel peggiore dei casi si finirà per allinearsi con i peggiori estremismi di Europa, pescando da un calderone di 90-100 MEP indipendenti.
E ancora, chi l’ha deciso questo programma per le europee? La “ggènte”, come scrivono i troll che sfottono i grillini? Oppure i sondaggi? Almeno il programma nazionale era stato scritto e discusso per mesi, da migliaia di attivisti.

Scendendo a livello locale, le cose non vanno meglio. Si perde il conto delle scissioni nei gruppi locali, liste che saltano -la Sardegna resta la più eclatante-, eletti espulsi e rimasti in carica.
Non posso non citare il caso di Vicenza, dove un consigliere -con precedenti nel PD e un'indagine per bancarotta in corso, per la cronaca-, è sparito dalle assemblee per poi affermare di dovere rispondere solo ai suoi elettori. A dire il vero, da mesi non risponde più a nessuno, ma partecipa in Consiglio presentando interrogazioni…a nome suo, suppongo. 
Per restare in zona, è notizia dell'altro giorno di un candidato a Bassano arrestato per sequestro di persona. Non serve aggiungere altro
La crescita esponenziale del Movimento, “ieri cento, oggi mille domani centomila”, è sfuggita di mano. Ma non tutti restano a bordo, anzi, come scritto, i furbi restano, i saggi lasciano.
Ho visto decine di simpatizzanti avvicinarsi speranzosi e fuggire a gambe levate di fronte a un muro di ottusità e inciucismo all’italiana. 
Le menti affamate e folli degli albori hanno via via la sciato il posto a personaggi che iniziano ad assomigliare alla caricatura "Siamo la Gente, il Potere ci temono". Il M5S si riprometteva di cambiare in meglio la massa, manovrarla, ma ne è rimasto schiacciato. 

Per i detrattori del M5S, voglio che si sappia: il 90% degli attacchi rivolti al Movimento sono fregnacce. I diktat di Casaleggio, i soldi del blog, gli influencer pagati, razzismo e omofobia...tutto falso.
I problemi del M5S non sono gli sciachimisti, le espulsioni o le parolacce di Grillo. 
Più che quello di cui si dice e scrive, le vere rogne stanno in ciò che non si dice. Sono i silenzi: le risposte mancate dalla "dirigenza", i giochi di potere e le trame sottobanco a livello locale, le censure preventive, l'omertà sui problemi interni che si ripresentano ciclicamente. Come sempre, un perfetto spaccato della società italiana: piccolezze e bassezze umane, che aldilà dell'immagine del Movimento che viene data all'esterno -quella dei giovani bravi ragazzi-, nel frattempo ne ha mutato l'essenza dall'interno.
Forse per questo, nonostante i cittadini con l’elmetto siano presenti nelle istituzioni locali ormai da anni, a parte maggiore trasparenza e rigore, i tanti buoni propositi sono rimasti sulla carta, anche dove governa il M5S: a partire da Parma, dove l’inceneritore è entrato in funzione, fino a Sarego, "il primo comune a 5 stelle", dove nessuno si azzarda a pensare all’accorpamento del piccolo comune alla vicina Lonigo, come da programma nazionale.

Che fine hanno fatto le cinque stelle? Acqua pubblica, rifiuti zero, energia, mobilità e connettività? Probabilmente la maggior parte degli iscritti attivi oggi nemmeno le saprebbe elencare. Il programma nazionale non è più nell’agenda. Si è dimenticato il debito pubblico, ora il nemico per i grillini da bar, al pari dei berluscones e dei leghisti, è l’Euro.

Tra un mese si vota e dispiace dire che per la prima volta da quando ho iniziato ad appassionarmi di politica, grazie a Grillo, non credo che darò il mio voto al movimento, perché non dà le risposte che cerco. Non in questo caso. 
I “ragazzi” a Roma sono l’unico barlume di speranza rimasto nel magma umano che è diventato il Movimento Cinque Stelle. Tanto in continua evoluzione, quanto stagnante a livello operativo. In termini naturalistici, il M5S rischia di diventare un vicolo cieco evolutivo: un tentativo fallito di trasformazione –sociopolitica in questo caso- che porta all’estinzione.
Non rinnego nulla di quanto fatto in anni di attivismo, ma proprio per questo posso permettermi simili critiche con cognizione di causa. E la verità è che quanto descritto, quanto vissuto sulla mia pelle, ha già guastato il progetto di Grillo e Casaleggio e che fino a quando "lo staff", entità astratta, non aggiornerà le regole del gioco, la deriva è assicurata. 

Continuerò a fare il tifo per i parlamentari che ho scelto e votato, ma per la stessa ragione, non mi è possibile votare… per partito preso, chiudendo gli occhi davanti a quanto fin qui raccontato. In linea con le mie convinzioni, se darò un voto, sarà per chi si batte per ciò in cui ho sempre creduto: un’Europa federale, più unita, armonica e democratica.
Le idee politiche non sono come la fede calcistica. E le elezioni Europee non sono la Champions League. Non si può votare chi non risponde alle proprie convinzioni e non dà fiducia. Triste ammetterlo per quel progetto che è stato per tanto tempo un faro di speranza nel mio cuore. 

Povero M5S.

17.7.13

La strada per le elezioni europee

Nel 2014 si voterà il rinnovo dell'Europarlamento. La sua composizione sarà fondamentale per definire le politiche comunitarie da qui a cinque anni, eppure non è un mistero che per gli italiani le questioni europee sono una materia oscura.
Per non arrivare come di consueto impreparati a questa importante scadenza, è bene fare un piccolo ripasso sull'organo legislativo della nostra Unione Europea.

Il Parlamento Europeo è composto da 751 eurodeputati, provenienti dai 28 Paesi membri. Ogni Paese possiede una quota di rappresentanti in proporzione al proprio numero di abitanti. Si va dalla Germania con 96 eurodeputati (la vera “ingerenza” tedesca) ai 6 deputati di Malta, Lussemburgo, Cipro ed Estonia. All’Italia ne spettano 73.

L’arco parlamentare è attualmente diviso in 8 gruppi, che ricalcano grossomodo le grandi correnti politiche.
Da sinistra a destra, abbiamo: la sinistra europea (GUE-NGL), i verdi (Verdi-ALE, dove figura anche il Partito Pirata svedese), i socialdemocratici (S&D), i liberaldemocratici (ALDE, in Italia rappresentati da radicali e Idv. Vi ricordate l’Idv?), i popolari (PPE), i conservatori (ECR, euroscettici), gli indipendentisti e nazionalisti euroscettici (EFD, la nostra Lega Nord) e infine gli indipendenti, senza un gruppo di riferimento.

Si potrebbe dire che, considerando che da soli socialdemocratici e popolari (i nostri Pd, Pdl e Udc-Scelta Civica) occupano quasi due terzi dei seggi, anche in Europa è al governo una “grande coalizione”, simile a quella guidata da Monti-Letta in Italia, o dalla Merkel in Germania.

Visto il preoccupante tasso di euro-scetticismo dovuto alla crisi finanziaria e all’austerity imposta come risposta in questi cinque anni, è probabile che nel 2014 queste forze subiranno un marcato ridimensionamento. La questione è dove si sposteranno quei voti. 

Se andranno a sinistra (GUE, Verdi-ALE, ALDE), l’UE entrerà verosimilmente in una nuova fase di riforme progressiste, se viceversa andranno verso destra (conservatori e nazionalisti euroscettici), le future politiche saranno connotate da spinte centrifughe. Per questo le prossime elezioni saranno fondamentali, perchè decideranno quale sarà la rotta: se nei 5 anni a venire risponderemo alla crisi con “più Europa” o con “meno Europa”.

L’incognita 5 stelle

Dalle passate elezioni del 2008 lo scenario politico è già mutato negli stati membri dell'UE. 
La novità più rilevante e la grande incognita per l’Europa è certamente il M5S. Con chi si schiererà? Raggiungerà i Pirati nei Verdi, considerato anche che tre delle cinque stelle rappresentano temi  di interesse ambientale? Oppure seguirà l’esempio dei partiti più “affini”, quelli di Pannella e Di Pietro, confluendo nell’ALDE? O magari, dato l’atteggiamento critico verso l’Euro e il MES, si posizionerà a destra dello scacchiere, insieme a Farage e la Lega Nord (non nego di trovare quest’ultima ipotesi quasi raccapricciante).

Conoscendo l’avversione del M5S all’accordo inteso come “inciucio”, è bene precisare che non si tratta di fare alleanze, ma di trovare dei corrispettivi europei, quali possono essere il Partito Pirata, appunto, o i Cinco de Mayo spagnoli, per dare vita a una “fase due”, attraverso il continente.
L’alternativa è presentarsi da indipendenti “non iscritti”, soluzione che, naturalmente, renderebbe più difficile qualsivoglia progetto organico a livello comunitario.

Al di là della posizione sull’Euro Grillo non si è mai pronunciato in tal senso, ma tra non molto sarà chiamato (o lo saranno gli iscritti al portale) a decidere: da che parte starà il Movimento 5 Stelle?

6.6.13

Moretti, la Carfagna di sinistra?

C’era una volta un’assessora acqua e sapone di un piccolo capoluogo veneto.
Come abbia fatto Alessandra Moretti a diventare parlamentare resta un mistero per i più. Per giustificare questa svolta repentina nella carriera politica dell’ex vicesindaco di Vicenza, inizialmente si è ricorso alla favola della giovane pasionaria premiata per l’impegno e baciata dalla fortuna.
Ma davvero per entrare nello staff di Bersani e nel listino bloccato per Montecitorio basta così poco? Qualche esperto di marketing avrà sicuramente pensato che l’aria leggiadra e gli occhioni da cerbiatta sono utili mediaticamente a rinverdire l’immagine del Pd e rimuovere (almeno temporaneamente) il pensiero della Bindi. Tuttavia è pur vero che più di una volta la Moretti è incorsa in gaffe e contraddizioni, e al di là dell’aspetto “scenico” non ha dimostrato particolare acume politico. Inoltre, volendo credere al racconto del colpo di fortuna, manca ancora un passaggio: quello dalle sale di Palazzo Trissino agli studi di Ballarò. 
Come si spiega tale “salto”? Ebbene, da tempo gira voce che la beltà della Moretti abbia suscitato interesse tra i dirigenti Pd, prima che tra i loro spin doctor. 

All’origine della repentina ascesa ci sarebbe un colpo di fulmine con un importante “esponente” dell’entourage di Bersani. Una storia travolgente al punto da convincere la Moretti a trasferirsi a Roma e abbandonare il talamo nuziale. Così si mormora, sempre più insistentemente. Una tesi plausibile, oltre che comprensibile. Quanti di noi rinuncerebbero alla quotidianità della grigia provincia, per la ribalta nazionale, le comparsate in tutti i programmi Raiset, le interviste a Vanity Fair ("ma perché mi guardate sempre gli occhi?" ha chiesto civettuola all'intervistatore) e privilegi vari, tra i quali un lauto vitalizio a fine legislatura?

La pratica dei giudizi morali è fastidiosa e la lascio volentieri a tromboni più autorevoli. Piuttosto, è interessante a livello politico notare una certa affinità con l’exploit di Mara Carfagna ai tempi dell’affaire clandestino (ma neanche tanto) con Italo Bocchino.
Immagino già le proteste da sinistra per questo accostamento, le accuse di qualunquismo, maschilismo e chi più ne ha più ne metta. Nulla di tutto questo, ma visto che persino Letta pretende trasparenza su tutto e tutti sembra giusto riportare voci sempre più insistenti, che da dicerie di paese stanno trovando conferme anche in ambienti giornalistici e nei salotti romani.
Si apre ora la caccia al nome: se davvero la realtà è questa chi sarà il Pigmalione dell'ex vicesindaco vicentino, il Mister X di stretta osservanza bersaniana, grande artefice dell'irresistibile successo politico della Moretti?

26.5.13

Grillo e il M5S in 15 minuti

Il video allegato è un estratto del comizio di Beppe Grillo in Piazza del Popolo a Roma, per la chiusura della campagna elettorale per le amministrative 2013.
15 minuti per capire il fenomeno M5S le ragioni della sua diffusione inarrestabile, comprendere il pensiero e il ruolo di Grillo, conoscere le battaglie e le proposte dei parlamentari 5 stelle, passate in sordina dalla stampa in questi mesi.
Un Beppe Grillo impetuoso, una piazza stracolma e carica, un movimento di persone che fa tremare i politici nei palazzi e nelle loro piazza vuote.
Quella del Movimento 5 Stelle è una guerra di civiltà e gli avversari sono i partiti e i loro media, paravento delle lobby. Basta finti buoni contro finti cattivi. Ora è noi contro di loro.
Loro non si arrenderanno, ma hanno già perso.

Video integrale: http://www.youtube.com/watch?v=iYIO36It1bI


28.4.13

PDmenoSEL


Sillogismo politico all’italiana:
Il Pd (presunto centrosinistra) si presenta alle elezioni insieme a Sel (presunta sinistra).
Il premio di maggioranza, grazie alla legge elettorale “porcata”, va alle coalizioni.
Il Pd "non-vince", ma grazie anche ai voti di Sel prende il premio di maggioranza.
Il Pd, con i suoi 200 parlamentari "bonus", preferisce il Presidente della Casta a un illustre rappresentante della Sinistra, con la S maiuscola, sostenuto anche da Sel.
Con la benedizione del reo-eletto Napolitano, il Pd forma il governo insieme al detestato (?) Pdl (presunto centrodestra)
Sel rompe (?) l’alleanza con il Pd e passa all’opposizione nell'indifferenza degli ex alleati gongolanti.

© Beppe Mora
Non intendo arrivare a dare la colpa a Sel per avere contribuito a portare al potere i superstiti del governo “ABC”, oggi più propriamente “ALM”.
Penso sia importante che i passaggi che hanno condotto alla definitiva "morte della rappresentanza democratica" restino bene impressi nella memoria degli ingenui elettori sia di Sel che del Pd.
Mi chiedo cosa pensino in queste ore soprattutto i secondi. Staranno festeggiando come i pennivendoli di partito, per la serie "l'importante è governare", oppure si sentiranno traditi? Sono perseguitati dal fantasma di Berlusconi che li ringrazia? Saranno democraticamente divisi tra idealisti e arrivisti?
Dopo il triste teatrino delle ultime settimane, cosa resta dell'elettorato del PDmenoSEL?