Nel 2014 si voterà il rinnovo dell'Europarlamento. La sua composizione sarà fondamentale per definire le politiche comunitarie da qui a cinque anni, eppure non è un mistero che per gli italiani le questioni europee sono una materia oscura.
Per non arrivare come di consueto impreparati a questa importante scadenza, è bene fare un piccolo ripasso sull'organo legislativo della nostra Unione Europea.
Per non arrivare come di consueto impreparati a questa importante scadenza, è bene fare un piccolo ripasso sull'organo legislativo della nostra Unione Europea.
Il Parlamento Europeo è composto da 751 eurodeputati, provenienti dai 28
Paesi membri. Ogni Paese possiede una quota di rappresentanti in proporzione al
proprio numero di abitanti. Si va dalla Germania con 96 eurodeputati (la vera “ingerenza”
tedesca) ai 6 deputati di Malta, Lussemburgo, Cipro ed Estonia. All’Italia ne
spettano 73.
L’arco parlamentare è attualmente diviso in 8 gruppi, che
ricalcano grossomodo le grandi correnti politiche.
Da sinistra a destra, abbiamo: la sinistra europea (GUE-NGL), i verdi (Verdi-ALE, dove figura anche il Partito Pirata svedese), i socialdemocratici (S&D), i liberaldemocratici (ALDE, in Italia rappresentati da radicali e Idv. Vi ricordate l’Idv?), i popolari (PPE), i conservatori (ECR, euroscettici), gli indipendentisti e nazionalisti euroscettici (EFD, la nostra Lega Nord) e infine gli indipendenti, senza un gruppo di riferimento.
Da sinistra a destra, abbiamo: la sinistra europea (GUE-NGL), i verdi (Verdi-ALE, dove figura anche il Partito Pirata svedese), i socialdemocratici (S&D), i liberaldemocratici (ALDE, in Italia rappresentati da radicali e Idv. Vi ricordate l’Idv?), i popolari (PPE), i conservatori (ECR, euroscettici), gli indipendentisti e nazionalisti euroscettici (EFD, la nostra Lega Nord) e infine gli indipendenti, senza un gruppo di riferimento.
Si potrebbe dire che, considerando che da soli
socialdemocratici e popolari (i nostri Pd, Pdl e Udc-Scelta Civica) occupano
quasi due terzi dei seggi, anche in Europa è al governo
una “grande coalizione”, simile a quella guidata da Monti-Letta in Italia, o
dalla Merkel in Germania.
Visto il preoccupante tasso di euro-scetticismo dovuto alla
crisi finanziaria e all’austerity imposta come risposta in questi cinque anni,
è probabile che nel 2014 queste forze subiranno un marcato ridimensionamento. La questione è
dove si sposteranno quei voti.

Se andranno a sinistra (GUE, Verdi-ALE, ALDE), l’UE entrerà verosimilmente in una nuova fase di riforme progressiste, se viceversa andranno verso destra (conservatori e nazionalisti euroscettici), le future politiche saranno connotate da spinte centrifughe. Per questo le prossime elezioni saranno fondamentali, perchè decideranno quale sarà la rotta: se nei 5 anni a venire risponderemo alla crisi con “più Europa” o con “meno Europa”.
L’incognita 5 stelle
Dalle passate elezioni del 2008 lo scenario politico è già mutato
negli stati membri dell'UE.
La novità più rilevante e la grande incognita per l’Europa è
certamente il M5S. Con chi si schiererà? Raggiungerà i Pirati nei Verdi,
considerato anche che tre delle cinque stelle rappresentano temi di interesse ambientale? Oppure seguirà l’esempio
dei partiti più “affini”, quelli di Pannella e Di Pietro, confluendo nell’ALDE? O magari,
dato l’atteggiamento critico verso l’Euro e il MES, si posizionerà a destra
dello scacchiere, insieme a Farage e la Lega Nord (non nego di trovare quest’ultima
ipotesi quasi raccapricciante).
Conoscendo l’avversione del M5S all’accordo inteso come “inciucio”,
è bene precisare che non si tratta di fare alleanze, ma di trovare dei
corrispettivi europei, quali possono essere il Partito Pirata, appunto, o i
Cinco de Mayo spagnoli, per dare vita a una “fase due”, attraverso il continente.
L’alternativa è presentarsi da indipendenti “non iscritti”, soluzione che, naturalmente, renderebbe più difficile qualsivoglia progetto organico a livello comunitario.
L’alternativa è presentarsi da indipendenti “non iscritti”, soluzione che, naturalmente, renderebbe più difficile qualsivoglia progetto organico a livello comunitario.
Al di là della posizione sull’Euro Grillo non si è mai
pronunciato in tal senso, ma tra non molto sarà chiamato (o lo saranno gli
iscritti al portale) a decidere: da che parte starà il Movimento 5 Stelle?