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31.3.14

La Troika sarà sostituita dal Fondo Monetario Europeo

Il 13 marzo, i deputati europei hanno concordato sulla creazione di un nuovo strumento che dovrebbe sostituire la Troika nella gestione della ripresa dell’Eurozona, che sta ancora scontando le conseguenze della crisi.
I parlamentari hanno affermato che la base giuridica della Troika (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) non è chiara e richiede un funzionamento più democratico oltre a controlli a un livello superiore.

La troika è stata fortemente criticata nei rapporti non vincolanti stilati dal Parlamento europeo e dalla Commissione occupazione e affarisociali, che riportano il giudizio negativo dei creditori internazionali e commentano la mancanza di misure efficaci attuate dalle tre istituzioni. 
Inoltre, in seguito all'entrata in funzione della Troika, i deputati hanno riscontrato gravi conseguenze negative, come "tagli nella sanità, aumento della disoccupazione, migrazione dei giovani e l'aumento della povertà".
Il Parlamento ha anche criticato il fatto che la Commissione europea e l'Eurogruppo non hanno definito le responsabilità all'interno dei tre istituti e non hanno determinato il ruolo del decisore finale.

La Troika è stata incaricata della responsabilità della ripresa dell’eurozona dalla crisi e le tre istituzioni avevano la missione di fornire un supporto economico e sociale ai Paesi che hanno sofferto di più, come il Portogallo, l'Irlanda, la Grecia e Cipro, ma dopo aver esaminato l'impatto che il “Troika group” ha avuto in questi paesi, i MEP hanno espresso seri dubbi sulle dichiarazioni ottimistiche della stessa Troika.

Il vice-presidente del Parlamento europeo Othmar Karas ha dichiarato: "Nel breve termine, la troika ha bisogno di regole di procedura interne per aumentare la trasparenza del processo decisionale. Nel lungo termine, il lavoro della Troika dovrà essere svolto da un nuovo Fondo monetario europeo, sulla base del diritto comunitario. Ciò garantirà che le decisioni europee sui programmi di riforma e di aiuto siano democraticamente legittimate e soggette a controllo parlamentare. Solo in questo modo aumenterà l'accettazione dei cittadini".
Il secondo rapporto elaborato dalla commissione occupazione e affari sociali ha proposto un metodo più strutturato per rafforzare l'obiettivo che la Troika si pone, sostituendola con il Fondo monetario europeo, individuando punti forti in materia di recupero sociale a livello macroeconomico, indicando azioni in materia di recupero di posti di lavoro e in particolare rivolte “alla creazione di condizioni favorevoli per le piccole imprese”.

28.5.13

Dopo il voto: gli italiani, la tv e la politica

Con queste elezioni gli italiani hanno dimostrato di formare ancora la propria opinione politica su tv (soprattutto) e sui giornali di partito (o “di parte”). Questo va riconosciuto dal M5S, ma non tanto per dire “andiamo tutti in tv” a recuperare il gap, quanto per essere ancora più critici con la stampa, andando in fondo con la lotta per eliminare i pilastri su cui si fonda il “regime”: i finanziamenti pubblici e l’ordine dei giornalisti, oltre alla tv "partitocentrica" del duopolio Raiset.
Il problema non sono, infatti “i giornalisti” in sé. Il problema è che la stragrande maggioranza difende degli interessi di parte, per vocazione o per contratto, proprio di quei gruppi di potere che tengono inchiodato questo Paese e a cui abbiamo dichiarato guerra.

Formigli, Telese, Gruber, Annunziata, Santoro, Berlinguer, Mulè, Sallusti, Toti, Giordano...hanno avuto ciò che volevano. Hanno azzoppato (credono) il solo nemico dei partiti, facendo credere al cosiddetto popolo che il M5S è comandato da un buffone che guarda agli elettori come spettatori di un suo monologo. E gli attivisti, quelli che fanno politica? Sono degli inesperti, indottrinati senza libertà di parola (solo perché schifiamo cotanto giornalismo).

E gli italiani? Da superficiali disinteressati, si bevono tutto, come si bevono Ruby o qualsiasi cosa venga fuori da Porta a Porta (o Santoro, fa lo stesso).
Peccato che ripetere slogan e balle non risolve i problemi in cui siamo almeno dal 2008. La “crisi che non esisteva” è ancora in atto e può solo peggiorare continuando a sostenere l’ordine prestabilito.
Il tempo ci darà ragione dimostrando la bontà delle battaglie che portiamo avanti in Parlamento e sul territorio. L’impegno di tutti va ora rivolto a lavorare in rete con i portavoce eletti a proposte e progetti per le nostre città.

Per il M5S nulla è perduto. Sappiamo bene che, come dimostrato da David Borrelli a Treviso, anche un solo cittadino nel palazzo è sufficiente a fare la differenza, a portare trasparenza e innovazione. Prendiamo atto che lo zoccolo duro del nostro elettorato, quello che ha capito il nostro messaggio, non è ancora così numeroso come pensavamo. Molti sono ancora permeabili e passivi davanti alla forza dei media

Il nostro sentiero è comunque tracciato. "Loro non si arrenderanno mai, noi neppure" non è solo uno slogan. Non ci fermeremo certo ora. Siamo solo all'inizio.
Non smettete di informarvi ed essere curiosi!
Il cambiamento sta a tutti noi.