Sottobanco si sta consumando un piccolo caso in Commissione Cultura, presieduta da Giancarlo Galan, già Ministro dei Beni Culturali durante l’ultimo governo Berlusconi.
La settimana scorsa i parlamentari pentastellati hanno diffuso in rete un video
“pirata” della discussione, a testimoniare l’invidiabile record di 134
emendamenti “discussi” in 40 minuti, uno ogni 20 secondi.
Un “meccanismo infernale” che blinda i decreti del governo negando alle minoranze la possibilità di intervenire sul testo. Il video dimostra come effettivamente, il meccanico esercizio di lettura rapida di Galan lasci ai presenti a malapena il tempo di voltare pagina per leggere il solo titolo dell’emendamento da votare.
Un “meccanismo infernale” che blinda i decreti del governo negando alle minoranze la possibilità di intervenire sul testo. Il video dimostra come effettivamente, il meccanico esercizio di lettura rapida di Galan lasci ai presenti a malapena il tempo di voltare pagina per leggere il solo titolo dell’emendamento da votare.
A distanza di una settimana sono gli stessi parlamentari del M5S a raccontare che “alla
Camera è scoppiata una gazzarra inverosimile, partiti scandalizzati, deputati
indignati e offesi e la solita sequenza di lettere di richiamo che tocca ai
nostri "indisciplinati" portavoce un giorno sì e un giorno no”.
I 5 stelle da canto loro rilanciano e dichiarano di voler evitare “di essere costretti a produrre altri
"video pirata" per informare i cittadini di cosa accade nelle
Commissioni dove si decidono leggi ed emendamenti”.
Segue la lettera
inviata dai portavoce in commissione cultura ai presidenti di commissione e
alla presidente Boldrini, per chiedere che “le future sedute della VII
Commissione cultura, a partire dal ricevimento di questa richiesta, siano
documentate attraverso il servizio di telecamere a circuito chiuso per
garantire ai cittadini trasparenza ed una partecipazione, senza alcun filtro,
alla vita politica del loro Paese”.
