14.3.14

Indipendenza? No problem

La secessione della Crimea è sulle pagine di tutti i giornali, ma ci sono altre regioni europee che reclamano il diritto all'autodeterminazione e hanno programmato dei referendum nei prossimi mesi: il 8 settembre la Scozia voterà per l’indipendenza dal Regno Unito, mentre il 9 novembre la Catalogna sceglierà se divorziare dalla corona spagnola. Ancora, in Ulster è stata proposta la data del 2016 per un referendum simile a quello scozzese, in questo caso per riunire l’Irlanda. E di indipendenza si discute anche a casa nostra, in Sardegna, nel Sud-Tirolo e soprattutto in Veneto.

Ma queste separazioni sono lecite? Verrà riconosciuta la validità dei referendum? E come la mettiamo con l’Unione Europea?
Se nel caso della Crimea l’UE si oppone alla secessione della penisola dall’Ucraina, ritenendo illegittima la convocazione di un referendum sotto tutela militare, all'interno dei confini dell’Unione non esistono veti. Anzi, gli “allargamenti interni” sono previsti e consentiti, come spiega questo video:


In breve, secondo la nozione di allargamento interno, qualsiasi nuovo stato nato entro i confini europei diventerebbe un nuovo stato membro di diritto. Questo in linea con il principio del diritto internazionale secondo cui “ogni cosa non proibita è consentita”.

Nessun problema, quindi. Anzi, l’Europa ne guadagnerebbe. Infatti, con l’attuale sistema proporzionale, bastano i voti di 4 dei 5 Paesi maggiori (Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Spagna) per imporsi sui restanti 23 membri dell’UE, mentre la divisione dei grandi in stati più piccoli potrebbe migliorare la governabilità dell’Europa unita, rafforzando le istituzioni di Bruxelles.


Il referendum in Veneto

Da domenica a lunedì, tutti i cittadini veneti con diritto di voto potranno rispondere al quesito: “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?”. Si potrà votare per via telefonica o via internet su Plebiscito.eu, utilizzando un codice recapitato a casa o comunque fornito in fase di registrazione al sito.

In caso di responso positivo, l’esito di questo referendum potrebbe davvero portare alla secessione dal resto dello stivale? In realtà, la consultazione ha più il sapore di una prova generale.
Prima di tutto, una proposta seria e concreta dovrebbe prevedere due quesiti*, come in Catalogna, per distinguere l'aspetto dell'indipendenza da quello dei trattati internazionali e comunitari, inclusa l'adesione all'euro. In secondo luogo, la proposta non può prescindere dal resto del Nordest e il quesito andrebbe esteso a tutti i cittadini friulani e trentini.
Se gli indipendentisti facessero sul serio e avessero successo sarebbe un bel guaio per l’Italia una e indivisibile; per l’Europa dei popoli, invece, no problem.


Aggiornamento 18/03
*E.C.: il referendum online include tre ulteriori quesiti, per l'adesione all'UE, alla NATO e per l'adozione dell'Euro come valuta.
Per approfondire: http://blog.plebiscito.eu/