24.10.13

Buchi neri dell'Europa: Kaliningrad, l'eredità del '900

Al di là dei confini dell’Unione Europea non è in costruzione solo la centrale nucleare di Astraviec in Bielorussia (vedi articolo precedente). Gli stessi finanziatori stanno portando avanti anche la costruzione di un secondo impianto poco distante, nella regione russa di Kaliningrad.
Questa lingua di terra tra Lituania e Polonia è ciò che resta della Prussia orientale (culla del secondo reich), dopo l’annessione sovietica e la dissoluzione dell’URSS. Di ciò che fu la città di Königsberg che diede i natali a Kant prima della guerra, non resta più nulla. Le bombe di Churchill hanno praticamente raso al suolo la città e in seguito l’Armata Rossa si è assicurata di eliminare ogni traccia di 700 anni di civiltà, per soppiantarla con la nuova cultura dello stalinismo. Il nazismo è stata una piaga orribile e disumana, ma spesso dimentichiamo le sorti degli sconfitti rimasti all’interno della cortina di ferro. Dei 120.000 superstiti tedeschi alla fine della guerra, solo 20.000 sopravvissero alle cure dell’esercito russo, solo per finire deportati nell’ex DDR. La regione venne poi “russificata”, con il trasferimento di migliaia di famiglie dal resto dell’Urss nei territori conquistati. Oggi l’Oblast di Kaliningrad è un avamposto strategico della Russia dove vive quasi un milione di persone;  i cittadini di origine tedesca sono lo 0,87%.
Una cicatrice che divide i Paesi Baltici dalla mitteleuropa a ricordo di tutti gli orrori che hanno attraversato la storia del ‘900.

La sua presenza nella mappa europea ha avuto anche recentemente implicazioni diplomatiche, con sviluppi ancora in corso. Infatti, in virtù degli accordi di Schengen, le frontiere dell'exclave russa dal 2003 sono diventate frontiere esterne dell'Unione Europea. Le autorità russe hanno visto una parte del loro territorio rimanere isolata dal resto della Russia, mentre Polonia e Lituania si sono trovate a monitorare di tasca loro il confine per conto della comunità europea.
Nel 2004 è stato così siglato un primo accordo tra la Russia e l’UE, riguardante l'esenzione dai dazi doganali per i flussi in transito attraverso il territorio lituano, con la creazione di un corridoio di collegamento tra Kaliningrad e il resto della Russia (via Bielorussia). 
Nel 2011 un secondo accordo è stato siglato tra Russia e Polonia, garantendo a tutti i residenti dell'oblast di muoversi senza necessità di visto in un'area frontaliera della Polonia nord-orientale (inclusa la città di Danzica). Reciprocamente, circa due milioni di polacchi hanno ottenuto libertà di circolazione nell'oblast. Tale regime di Local Border Traffic (LBT) prevede la possibilità di recarsi nel paese terzo per 30 giorni alla volta per un massimo di 90 giorni all'anno. L'accordo LBT è entrato in vigore il 27 luglio 2012 e rappresenta una prima vittoria della diplomazia europea in una delle regioni più travagliate del nostro continente.